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Bolgheri DOC "Il Bruciato" Tenuta Guado al Tasso

Bolgheri DOC "Il Bruciato" Tenuta Guado al Tasso

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"Il Bruciato" è il fratello piccolo del "Guado al Tasso", un Bolgheri dalla grande intensità e dallo stile moderno ed armonioso. Un rosso che nasce da quei vigneti della Tenuta che non rappresentano la vetta necessaria alla produzione del Guado al Tasso, appezzamenti in cui la pianta viene gestita con qualità.

  • Processo: La sua maturazione si svolge per 8 mesi in barrique e per almeno 4 mesi in bottiglia: ne risulta un vino di grande intensità e morbidezza, perfetto biglietto da visita della denominazione e della Tenuta.
  • Caratteristiche: Rosso rubino scuro, con leggere sfumature violacee. Al naso dominano intense note di frutti rossi maturi, seguite da piacevoli sentori di spezie dolci. Al palato il vino risulta equilibrato, armonioso e avvolgente, caratterizzato da una trama tannica sinuosa ed avvolgente. Un vino molto piacevole da bere.

Scheda tecnica

PEZZATURA: Bottiglie da 0.75 L.

PROVENIENZA: Toscana.

UVA: cabernet sauvignon 65%, merlot 20%, syrah 15%

TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16°/18°.

GRADAZIONE: 14% vol.

MODALITA' DI CONSERVAZIONE: Luogo fresco lontano dalla luce del sole.

ABBINAMENTI CONSIGLIATI: A tutto pasto, si abbina a formaggi, vellutate e zuppe. Ottimo con arrosti e brasati.

NOTE SPECIFICHE: Contiene solfiti.

PRODUTTORE: Marchesi Antinori S.p.A - San Casciano val di Pesa, Firenze

Tenuta Guado al Tasso

Tenuta Guado al Tasso si trova nella piccola e prestigiosa DOC di Bolgheri, sulla costa dell’Alta Maremma, a un centinaio di chilometri a sud-ovest di Firenze. Questa denominazione ha una storia relativamente breve (nasce nel 1994) ma vanta di una fama internazionale come nuovo punto di riferimento nel panorama enologico mondiale. Tenuta Guado al Tasso si estende su una superficie di circa 320 ettari vitati in una splendida piana circondata da colline conosciuta come “anfiteatro bolgherese” per la sua particolare conformazione. La nobile famiglia dei Della Gherardesca ha cominciato ad occuparsi di vino nelle proprie terre di Bolgheri fin dalla seconda metà del Seicento, ma è con Guido Alberto della Gherardesca, vissuto tra il 1780 e il 1854, che le cose cambiarono veramente. Grande appassionato di viticoltura e divenuto nel 1833 “maggiordomo maggiore” del granduca Leopoldo II, Guido Alberto si dedicò all’enologia nelle sue terre in Maremma. Negli anni '30 la terra venne ereditata da Carlotta della Gherardesca Antinori, madre di Piero Antinori, e da sua sorella, che era sposata a Mario Incisa della Rocchetta (che ebbe in dote la vicina Tenuta San Guido).